CHIETI

Introduzione
 
     Un cordiale benvenuto nella Citta’ di Chieti.
     Grazie alla sua millenaria storia Chieti offre le forti emozioni di una citta’ dove il passato ha lasciato indelebili tracce e meravigliosi segni.
     Alle emozioni dell’arte e della storia e alle numerose manifestazioni e appuntamenti culturali, si aggiungono le splendide ed esclusive vedute panoramiche che si possono godere da piu’ parti del colle: dell’Appennino con le cime del Gran Sasso e la Maiella e del Mare Adriatico, con il litorale tanto caro al D’Annunzio e al Michetti.
     Benvenuti, dunque, a Chieti, citta’ che permette per la sua straordinaria posizione geografica “ come sospesa tra la montagna ed il mare “ di bagnarsi nelle azzurre acque dell’Adriatico e, passeggiando su millenaria storia, di inoltrarsi nella riserva naturale del Parco della Maiella, il tutto nell’arco di un mattino.
 
Storia e Cultura
 
La storia di Chieti ha radici lontane nel tempo.
     Leggendaria l’origine della sua denominazione che tradizione cittadina suole far risalire all’eroe omerico Achille, il quale fondandola l’avrebbe chiamata TEATE in onore della madre, la dea TETI.
     Gia’ dal quinto millennio a.C. e’ documentata la presenza nel territorio cittadino di insediamenti abitativi.
     Dapprima fu abitata dalle popolazioni Osche, che furono cacciate intorno all’anno 1000 a.C. dalle popolazioni sabelliche, fu poi, territorio abitato dal popolo italico dei Marrucini, popolo derivante dai Sanniti o addirittura, secondo lo storico Camarra, dagli antici Greci, che si stanziarono nel territorio abruzzese quindici anni prima della guerra di Troia e precisamente 560 anni e 8 mesi dalla fondazione di Roma.
     Divenne, quindi, la maggiore e’ piu’ importante Citta’, nonche’ capoluogo dei Marrucini.
     Venne chiamata Teate Marrucinorum e per la sua vicinanza a Roma si alleo’ con essa nel 449 a.C., divenendo piu’ tardi Municipium, con una condizione amministrativa paritaria a quella di Roma.
     Con il crollo dell’Impero Romano, Teate fu esposta alle invasioni barbariche e con il succedersi dei secoli la sua storia e’ legata ai cambiamenti determinati dal succedersi delle dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese.
     Con gli Aragonesi la Citta’ fu posta a Metropoli degli Abruzzi, cioe’ divenne sede di un Tribunale, di una speciale amministrazione del pubblico erario, di un Preside. Durante i secoli XVII e XVIII la storia della Citta’ si confonde con quella del Regno di Napoli.
     Con l’occupazione francese nel 1806, la Citta’ fu costituita in piazzaforte ed ebbe nuove strutture amministrative.
     Nel periodo risorgimentale Chieti partecipo’ attivamente alle lotte per l‘unita’ e l’indipendenza dell’Italia nel 1820, nel 1848 e nel 1859.
     Nel corso della seconda guerra mondiale fu salvata dalla distruzione grazie all’opera di monsignor Giuseppe Venturi, suo Arcivescovo in quegli anni difficili.
 
Da Vedere
 
Il periodo di massimo splendore per la Citta’ Antica e’ da individuare tra la fine della Repubblica Romana ed il primo secolo dell’Eta’ Imperiale, quando si registra un notevole sviluppo della edilizia pubblica, grazie al mecenatismo di alcune illustri famiglie teatine, tra cui quella degli Asinii.
     Della Chieti romana emergono alcuni importanti e caratteristici monumenti.
     L’antico Foro Romano, a pochi metri dal corso Marrucino, dietro il Palazzo delle Poste e di fronte alla Biblioteca Provinciale De Meis, con i suoi Tempietti Romani, due gemelli ed uno piccolo, detti di S. Paolo, l’antico Tempio dedicato a Diana Trivia, oggi Santa Maria del Tricaglio.
     Il teatro romano sito nell’area detta “ La Civitella “ e propriamente in prossimita’ della Porta Reale, dove fece il suo ingresso solenne il re Alfonso I di Aragona.
     L’anfiteatro di epoca imperiale, un eccezionale sito archeologico scoperto nel 1982 durante i lavori di rifacimento dell’acquedotto della citta’ e nella cui area e’ stato costruito il nuovo Museo ArcheologicoLa Civitella “: nel cuore dell’acropoli, fulcro della vita politica, religiosa e culturale della citta’ antica, dove e’ ancora possibile vedere le tracce dei grandi templi ellenistici, decorate con meravigliose terracotte policrome.
     Le Terme Romane ( orario visite: tutti i giorni dalle 9 alle 15.00 ) , costruite intorno al I secolo d.C., realizzate in laterizi, presentano mosaici che riproducono motivi tipici dell’eta’ Adrianea.
     Molto interessanti le cisterne che rappresentano uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di momunenti presenti in Italia, divise all’interno in nove grandi ambienti intercomunicanti, tutte in opera cementizia.
     Da visitare, inoltre, il cospicuo patrimonio architettonico medioevale tra cui spiccano la Torre Campanaria della Cattedrale in P.zza S. Giustino del 1335 e la sua cripta romanico –gotica, la parte superiore della facciata di S.Francesco alle Scale in Corso Marrucino, con la splendida raggiera del rosone trecentesco e i portali gotici teatini di S. Maria della Civitella e S. Antonio Abate, nonche’ il portale di S. Agata e la prima Porta Pescara, pregevoli esempi di architettura Romanico-Gotica.
     Di particolare interesse sono le numerose statue lignee riferibili ai secoli XIV e XV secolo custodite nel Museo Diocesano ( Chiesa di S. Domenico in Corso Marrucino ).
     Le testimonianze piu’ ragguardevoli dell’arte cittadine costituite da chiese medioevali ed edifici religiosi come S. Chiara, S. Agostino, S. Domenico ecc. appartengono al XVII secolo.
     Nell’architettura civile spiccano in cuore del centro storico alcuni palazzi ridisegnati nel corso del 600 e 700 ( Toppi, De Pasquale, De Sanctis, De Lellis, Durini ) che ben si affiancano alle moli religiose di palazzo Martinetti- Bianchi, sede del Museo d’arteC. Barbella” e del Collegio degli Scolopi, sede attuale del Convitto Nazionale e del Liceo Ginnasio “ G.B. Vico” che ospito’ tra i suoi illustri allievi il poeta Gabriele D’Annunzio.
     Angoli suggestivi si aprono nel centro storico ad ogni passo a creare salotti accoglienti dove sostare e conversare amabilmente, per poi proseguire con lo “ struscio “ tra vivaci crocchi di persone che animano la citta’ dalla mattina alla sera.
 
Da Visitare
 
Museo ArcheologicoLa Civitella “, Via Generale Pianell – tel.0871- 63137 fax 0871.405148, www.lacivitella.it, email: lacivitella@tiscalinet.it, fa parte del complesso archeologico che gravita intorno all’anfiteatro romano. In occasione della sua scoperta, nel 1982, fu subito chiaro che il campo sportivo che dagli anni ’50 occupava l’area della piazza d’armi della Civitella non sarebbe stato piu’ utilizzabile. La Soprintendenza archeologica elaboro’ un progetto di valorizzazione con l’intento di restituire alla citta’ un’area qualificata in cui esporre la storia del sito e della citta’ di cui era parte.
     Si tratta di un vero e proprio Parco Archeologico realizzato all’interno del muro di cinta della piazza d’armi ottocentesca, all’interno del quale sono stato restaurati e riportati alla luce gli edifici antici e costruito l’edificio museale, sotto il livello di colmo di quel muro, recuperando, attraverso una serie di collegamenti pedonali, il raccordo delle quote d’uso che nel tempo avevano caratterizzato la Civitella.
     Un’architettura nuova e discreta costituisce ora, nel cuore della citta’ vecchia, uno stimolo alla riqualificazione urbana e un’occasione di turismo culturale.
 
Museo Archeologico Nazionale , gia’ Villa Frigerj, situato all’interno della splendida Villa Comunale, raccoglie numerosi reperti archeologici provenienti da tutto il territorio abruzzese, documentando l’antica cultura abruzzese dalla preistoria alla tarda eta’ imperiale. Vi sono esposte sculture di epoca romana, una collezione numismatica, vetrine che illustrano necropoli preromane ed il famosi Guerriero di Capestrano, del VI secolo a.C. , testimonianza dell’arte italica.
     Orario visite: tutti i giorni dalle ore 9 alle 19.00. Visite guidate su prenotazione. Per informazioni: 0871-331668-330955.
 
Museo d’ArteC. Barbella ” , via C. de Lollis all’interno del seicentesco palazzo Martinetti-Bianchi,conserva dipinti, sculture e ceramiche che spaziano dal 1400 al 1900, con particolare attenzione per le espressioni artistiche del secolo XIX, soprattutto Costantino Barbella, e Francesco Paolo Michetti. Si possono ammirare antiche tavole con santi di Francesco Montereale, splendidi paesaggi del ‘600 e ‘700, quadri del De Laurentis e Raffaele Ferrara.
     Orario visite: da martedi’ a sabato dalle 9 alle 13, martedì e giovedì pomeriggio dalle 16 alle 19, ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 12- tel 0871-330873.
 
Museo Diocesano di arte sacra, Corso Marrucino. Allestito all’interno della chiesa seicentesca di S. Domenico, precisamente nell’oratorio intitolato a S. Maria della Neve. Conserva opere sacre e sculture lignee del XII secolo e pale d’altare barocche, provenienti dalla diocesi Chieti-Vasto.
 
Il Teatro Marrucino, Largo Valignani, prezioso edificio del primo ottocento che inizialmente ebbe il nome di Real Teatro San Ferdinando, in quanto la realizzazione fu patrocinata da Ferdinando di Borbone, prendendo l’attuale denominazione dopo l’unificazione d’Italia.
     Vive intensamente con ininterrotte stagioni di prosa, balletto, melodramma e musica orchestrale e da camera, che ne fanno un autentico gioiello della vita culturale teatina, frequentato dai talenti delle principali scuole drammatiche e musicali abruzzesi, e’ divenuto di recente Teatro Lirico d’Abruzzo. Conta una prestigiosa orchestra di giovani musicisti sotto la direzione artistica del maestro Sergio Rendine, nonche’ un laboratorio teatrale ed uno di danza antica.
     Disegnato dall’architetto teramano Eugenio Michitelli, e’ opera neoclassica di estrema eleganza, con l’interno riccamente decorato. Di notevole pregio artistico e’ il sipario, che rappresenta il Trionfo di Asinio Pollione, dipinto nel 1875 dal napoletano Giovani Ponticelli.
www.teatromarrucino.it, botteghino 0871-330370.
 
Il Teatro AuditoriumSupercinema ”, via Spaventa, recentemente acquistato e ristrutturato dal Comune di Chieti, si affianca al Teatro Marrucino nelle attivita’ culturali cittadine.
 
Gli Eventi
 
La vita della citta’ e’ caratterizzata per tutto l’anno da un succedersi da manifestazioni ed eventi che documentano la storia locale e danno testimonianza dei profondi valori secolarmente propri della gente abruzzese.
     Sopra tutte emerge la Processione del Venerdi’ Santo, toccante rievocazione della Passione di Cristo, cui partecipa l’intera collettivita’ cittadina e che si ripete ininterrottamente da ben cinque secoli, immutata nei suoi rituali, nei suoi costumi penitenziali di origine controriformistica e con i simboli di grande pregio artistico.
     Custode di questa antica tradizione e’ l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, istituita dai nobili teatini nel 1597.
     La Processione parte dalla Cattedrale e, in una rarefatta e suggestiva atmosfera sottolineata dalla sola illuminazione di tripodi a cera, si snoda per le antiche vie del Centro Storico accompagnata, oltre che dalla Confraternita del Sacro Monte dei Morti e dalle altre numerose confraternite teatine, dal commovente sottofondo musicale del “ Miserere” di Saverio Selecchi, eseguito da oltre cento violinisti e coristi in abito scuro e baschetto nero.
     Il Presepe Vivente, grandiosa rievocazione della Nativita’, rivissuta nei pittoreschi angoli del Centro Storico, la sfilata allegorica dei carri del Carnevale Teatino, l’Infiorata del Corpus Domini e le innumerevoli manifestazioni ludiche e storiche del Maggio Teatino, accompagnate da mostre, convegni e rappresentazioni in costume medioevali in onore del Santo Patrono.
     Da menzionare, inoltre, la tradizionale rassegna musicale estiva in piazza “ Chieti d’Estate “e la settimana Mozartiana a maggio nel centro storico.
 
Curiosità
 
Appartiene alla storia teatina la famosa sconfitta romana delle “ Forche Caudine ”, umiliazione inflitta dai Sanniti, irriducibili avversari italici dei Romani. Dopo alterne vicende gli italici furono definitivamente sottomessi al termine della guerra sociale ( 91-98 a.C. ).
     L’antica Teate diede i natali nel 76 a.C. a Gaio Asinio Pollione, homo novus di ricca famiglia locale che nel 40 a.C. arrivo’ addirittura a ricoprire la carica di console romano. Fu brillante oratore, poeta e storico. Ebbe amicizie importanti tra cui Cicerone con il quale intrattenne corrispondenza epistolare e Virgilio che a lui dedico’ l’intera Egloga IV.
     Presso la corte d’Assise di Chieti si svolse il processo a Giacomo Matteotti. Alla fine delle otto udienze durate dal 16 al 24 marzo 1926 i giurati ritennero colpevoli di complicita’ corrispettiva in omicidio preterintenzionale, escludendo, quindi, la premeditazione, i soli Dumini, Volpi e Poveruomo, assolvendo per non aver commesso il fatto gli imputati Viola e Malaria. Dopo la guerra e caduto il regime fascista, la Corte dei Cassazione dichiaro’ giuridicamente inesistente la sentenza della Corte d’Assise di Chieti.
     Alla storia medioevale di Chieti appartiene la figura del monaco Teobaldo. A lui si deve nel 1007 la ricostruzione dell’abbazia di San Liberatore a Majella, semidistrutta da un terremoto nell’anno 990.
 
Definizione
 
" Città aereasul colle antico, per il magnifico panorama che si domina da piu’ parti del suo colle e che spazia dalla Maiella, la montagna sacra e madre degli Abruzzesi, al Gran Sasso, all’interminabile succedersi di dolci colline degradanti verso il mare, ricche di vigneti ed uliveti.